lunedì 22 aprile 2013

Intolleranze

Tu, dipendente statale da 1900 euro al mese che passi la metà del tempo a non fare niente e ti lamenti che ti hanno bloccato facebook.
Tu, automobilista torinese, possessore di qualsivoglia veicolo - dal pandino al Freemont - che usi le quattro frecce come panacea a qualunque infrazione: se ti fermi in doppia fila senza accostare per portare tuo figlio fin dentro la scuola elementare; se invadi la pista ciclabile come se niente fosse; se vuoi posteggiare a destra, ma anche a sinistra (vuoi lasciare la suspance fino alla fine?).
Tu, che sei arrivata agli anta senza un filo di grasso e col culo in sospensione, e posti le tue foto seminuda e status su quanto sia difficile resistere alla nutella, sperando implicitamente che il resto del mondo alimenti la tua autostima.
Tu, che continui a fare la stessa battuta da mesi, aspettandoti sempre da me il sorriso complice.
Tu, che sei stata precaria per dieci anni e ora che hai il posto fisso ti lamenti con me di quanto esigui siano i buoni pasto.
Tu, signora bene dell'ufficio vendite del palazzo in costruzione, che alla mia faccia basita per la richiesta di 250000 euro per 75 metri quadri, rispondi accendendoti una sigaretta sorridente e dichiarando che proprio stamattina hai ricevuto l'assegno di 600000 euro per il superattico senza tutte queste storie.
Tu, che ti dichiari anarchico ma se succede qualcosa chiami la polizia.
Tu, che commenti qualsiasi articolo di politica col tono saccente di chi ha la verità in tasca e la polemica sempre pronta.
Tu, che se ti dico "Alice in Wonderland" pensi a Tim Burton.
Tu, che fai rombare la motocicletta alle due di notte al semaforo sotto casa.
Tu, che mi fai tanti complimenti su quanto sono brava e preparata e mi paghi 5 euro all'ora.
Tu, che hai preso una laurea col calcio in culo e subito dopo hai potuto scegliere fra tre o quattro posti di lavoro a tempo indeterminato.
Tu, che non hai mai letto un libro.
Tu, che sei piemontese e chiami 'terrone' il tuo amico piemontese come te e poi mi dici "ma stavo scherzando".
Tu, che fai i video nostalgici sugli anni '80 e '90 e sospiri su quanto sia stato bello avere un'infanzia con le ginocchia sbucciate, non come i bambini di adesso, che non sanno cosa si sono persi.
Tu, che ti fai le foto mentre fotografi.
Tu, che sbagli i congiuntivi.
Tu, che non ricambi il saluto.
Tu, che ti offendi se non partecipo al tuo gioco idiota.
Tu, che spari la musica a palla sul tuo cellulare mentre siamo sul tram.
Tu, che salti la fila.

Tu.
Ecco, tu.
Come dire.
Mi stai - generosamente - sulle palle.

4 commenti:

  1. Sindrome premestruale?

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  2. Eh, va'... chiamiamola così...

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  3. io mi sarei aspettata una fine tipo:
    Tu.
    Ecco, tu.
    Come dire.
    Mi stai SUL CAZZO.

    ecco...la me intollerante direbbe così (forse anche quella "tollerante")

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