In effetti un tantino mi dispiace, avevo cominciato ad affezionarmi al tizio scorbutico del bed and breakfast (quando la sua diplomazia era al top si produceva in frasi tipo: "ma che cazzo sto facendo, signora lei mi fa rincoglionire!") e al cuoco della mensa dei ferrovieri... In ogni caso, al top dei miei rimpianti dell'ultima settimana c'è di certo il non essere riuscita ad accertare se il tizio cliente del b&b che somigliava tanto a La Dava (cantante dei Vallanzaska [N. d. R.]) era davvero lui, visto che a parte un'unica volta a colazione, non l'ho più rivisto, arcisob, e hai voglia a far suonare il mio cell con Reggaemilia, non c'è stato verso...
Per il resto la settimana è stata abbastanza piacevole, molto stancante e direi soddisfacente: tenere in mano il Lucrezio di Aldo Manuzio datato 1515 mi ha dato qualche brividino, lo confesso.
Outing ulteriore: sto scrivendo per occupare un pò di tempo, in attesa di sapere se il consorte viaggiatore, alla stregua dei piccioni, ce la farà a raggiungere il nostro amato nido torinese, superando l'ostacolo nube di cenere vulcanica islandese (della serie: torno a casa venerdì così passiamo il weekend insieme)... speriamo bene va'...
Ah, e mi sono accorta di aver appena centrifuato la sua penna usb. Hn!
Concludo con una perla aretina, a simbolo di tutto ciò che di bislacco, culturalmente profondo e indimenticabile ho vissuto in questa ridente (e un pò agonizzante) cittade: i pizzaioli cinesi, ovvero "come mangiare con 3 euro e uscire soddisfatti di gusto e simpatia"
N. B.: una mia foto, insieme ad Anna e Stefania, campeggia sulla parete della pizzeria al taglio suddetta...
Valeria tour operator.
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