lunedì 9 settembre 2013

Anonima bloggatori

Un paio di giorni fa mi è successa una cosa. 
Ho scoperto - per caso - il blog di una persona che conosco da molto tempo, un blog che esiste da molto tempo e di cui non sapevo nulla (anche se sospettavo qualcosa).
E', come molti, un blog semi-anonimo, nel senso che chi lo scrive decide di mantenere celata la propria identità a vari livelli, e comunque preferisce che le persone che la conoscono non leggano.

Questa scoperta mi ha fatto riflettere sulle dinamiche non scritte della blogosfera e soprattutto sui pensieri che stanno dietro le scelte dei bloggers: dichiararsi senza veli o inventarsi un alter ego irrintracciabile che viva solo ed esclusivamente all'interno di un mondo virtuale.

Partiamo da me.
Io ho scelto di scrivere firmandomi col mio nome di battesimo, ma non ho mai pubblicato una mia foto, tuttavia condivido sempre i miei post sul mio profilo facebook, in modo che chi mi conosce, se è incuriosito, venga a leggere ciò che blatero qui.
E' un controsenso?
In parte sì.
Nel senso che sicuramente sapere di avere un pubblico che non mi conosce mi libera di moltissimi filtri sociali e di pudori automatici, ma nello stesso tempo la consapevolezza di avere anche lettori che possono ricondurre ciò che scrivo ad un mio vissuto reale, al mio nome e al mio cognome, mi stuzzica, mi sprona a liberarmi da vincoli che spessissimo tengo ad allacciare nelle interazioni faccia a faccia normali.
E' anche - come ho già dichiarato altre volte - un peccato di vanità, senza dubbio.

Conosco moltissimi bloggers (direi il 90% del totale) che mantengono nettamente distinti e lontani i propri dati sensibili dai contenuti dei loro post e dai loro commenti e, per carità, ne intuisco tutti i perché: libertà di dire senza paura di offendere o ledere la suscettibilità di qualcuno, voglia di essere altro da ciò che si deve essere nella quotidianità del mondo reale, opportunità di confessarsi con un grado di intimità che - buffo! - non si ha quasi con nessuno nelle relazioni interpersonali normali.

Ci sono anche persone che, al contrario, dichiarano sin da subito la propria identità, scrivendola in cima, sotto il titolo del blog, o tutt'al più nella nota del profilo. Questo, credo, sia dettato da una sostanziale assenza di contenuti realmente intimi nei post, oppure alla legittimissima volontà di dare un corpo anagrafico alle opinioni che si sceglie di condividere.

Non so, potendo tornare indietro, cosa farei.
Probabilmente sceglierei anche io di celarmi dietro un nickname che salvaguardi il mio diritto a dire qualunque - qualunque - cosa su chiunque - chiunque. Ma forse perderei un brivido, quello che accompagna ogni volta lo schiacciare il tasto "condividi", in fondo al post, e che tante volte si è trasformato in carezze virtuali da persone che non pensavo avrebbero potuto e voluto dedicarmi del tempo. Il che, ovviamente, è tutt'altra cosa dalla sensazione impagabile di incontrarsi e scontrarsi con persone che leggono e commentano le tue parole senza avere la minima idea di come tu sia fatta al di fuori di ciò che racconti in prima persona.
Quindi, a conti fatti, meglio così.
Ma mi piacerebbe sapere come la vivete voi, la vostra condizione di bloggers mascherati o dichiarati, se la cambiereste, o perché non ci pensate proprio.

E, a margine, vorrei dire una cosa alla persona proprietaria del blog che ho involontariamente "sgamato" (che so quasi per certo che leggerà queste mie parole): non so se ti ha fatto piacere che sia capitata dalle tue parti (in tutta sincerità, non credo!), ma mi dispiacerebbe enormemente se il mio palesarmi come commentatrice nel tuo blog scatenasse in te un'autocensura per il futuro... non che mi creda tanto importante, ma volevo metterlo in chiaro, non si sa mai... ;)


24 commenti:

  1. Anche io vivo un controsenso. Non ho mai messo il mio nome sul blog, tantomeno il cognome, non condivido i miei post su fb e non vorrei mai che qualcuno di mia conoscenza leggesse i miei post. A parte le due dicodue persone che lo sanno. Però ho palesato la mia faccia in più di una foto su Instagram. Con la frequente tentazione di rimuovere il collegamento, sono onesta.
    Forse il mio è un caso particolare. Insomma io ci scrivo i miei affari, pure quelli più intimi, quelli che i conoscenti non sanno. Anche le persone che mi conoscono da tanto. Però, forse per pudore dei miei sentimenti o semplici pensieri, farei lo stesso in ogni caso.
    Ci si sente più liberi se non si viene giudicati dalle persone che sono parte della tua vita...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissima l'ultima affermazione... è un po' la vecchia storia delle confidenze fatte agli sconosciuti sul treno :)
      ps: foto? quali foto? :DDD

      Elimina
  2. Post molto interessante il tuo, e altrettanto può esserlo l'eventuale discussione/confronto che può scaturirne perchè si, in effetti, ci sono bloggers e bloggers, basta guardarci attorno per notare anche grandi differenze :) Parlando quindi semplicemente per me, il nome beh, anche io come te uso il mio, poi la C è l'iniziale del cognome, quindi sono andato pure "oltre" se possibile ^^ Ho scelto così, e non un nickname, perchè mi piace chiamare le persone col loro vero nome, soprattutto quando si parla seriamente come, talvolta, cerco di fare in questo spazio, e poi perchè no, anche per sentirmi chiamare col mio per intero qualche volta, visto che in tanti amici tendono ad abbreviarlo :D
    Per le foto o altri dati sensibili, avrai notato tu stessa non ne fornisco minimamente, poi per carità, per quanto riguarda le foto soprattutto, in realtà non avrei problemi a metterne, anzi, è solo che, semplicemente, non ho impostato così il mio spazio: è nato come qualcosa per condividere parole, pensieri, commenti... davvero "al di là di tutto" :) E poi non so, secondo me in questo ambito una foto può "definirti" troppo quando, invece, è anche bello essere un pò "misteriosi" in questo ambito, restare affascinati, e del tutto, dalla sola personalità di qualcuno, e non da altre cose :) In ogni caso tieni ben presente che io nemmeno ho facebook, twitter, instagram ecc... quindi proprio sono davvero "in generale" uno che non ama star lì a condividere foto ecc... :) Mi piace di più mostrarle, dal vivo, a chi magari mi viene o vado a trovare, o mandarle per mail, questo si. Ma comunque, tornando al blog, io ho detto che esiste soltanto ad alcune persone che avevo piacere lo leggessero, poi il giro s'è un pò allargato (parlo di gente che conosco davvero) perchè una mia amica ogni tanto su facebook mi pubblicizza i post (idea sua eh... nessuno glielo ha chiesto ma vabbè, voi donne si sa come siete... ^^), quindi così l'ha saputo anche chi non avevo preventivato che lo sapesse dell'esistenza di questo spazio. Poi oh, io fortunatamente non ho problemi quindi, in realtà non mi cambia molto se lo sa questa o quella persona, ma per mia scelta in effetti preferivo, e preferisco, maggior riservatezza :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche secondo me le foto tendono a influenzare le opinioni, anche se involontariamente... per questo non ne metto! Sulla riservatezza invece,per quanto inizialmente pensassi di volerla, mi sono accorta di non essere turbata - anzi! - dalla possibilità di essere letta da persone che conosco e che mi conoscono al di fuori del blog! Un abbraccio e grazie come sempre per i tuoi commenti stimolanti!

      Elimina
  3. Bloggatrice Sgamata9 settembre 2013 21:55

    No, non mi da alcun fastidio. Non ho mai scritto male di te e non credo che lo farò in futuro. ;-)
    Però l'ho fatto di qualcun altro, per cui... acqua in bocca! :-D

    RispondiElimina
  4. Sono partito da anonimato assoluto. Pian piano ho sentito il bisogno di svelare il blog a qualche conoscente, molto più semplice invece è stato il contrario, ovvero mostrare il vero me a persone conosciute nel mondo dei blog :)
    Un giorno magari mi svelerò completamente a tutti, ma ci devo ben pensare. Purtroppo limita molto la libertà di scrittura, non potrei più sparare tutti i cazzi miei, non potrei più fare i commentini idioti che faccio e probabilmente dovrei cancellare vecchi post dal blog..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh no, addirittura cancellare! no, non ne varrebbe la pena... molto meglio continuare a pensarti con la tua doppia, bacata personalità... però lo capisco, il desiderio di svelarsi... e anche io, se avessi scelto un'altra identità, credo che lo vivrei come una grande tentazione!

      Elimina
  5. Mah, ti dirò...
    Io ho inziato per noia, poi c'ho preso gusto a scrivere le 4 cazzate che di solito diffondo tra gli Amici e l'ho presa un pò come sfida in un periodo in cui non ero soddisfatta della mia vita.
    Poi ho pensato se fosse anche il caso di diffonderlo tra i conoscenti, e mi son risposta di no. Per una volta che posso sentirmi libera di dire e pensare quello che voglio senza alcun filtro, non ha senso limitarsi. E così voilà, psudonimo fu!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E, cara la mia Miss, come posso darti torto? Che poi, i filtri, se proprio uno vuole, li trova lo stesso, ma vabbè.... ;PP

      Elimina
  6. molto interessante questo post :)
    io, come ben sai, dichiaro la mia identità. Ma devo ammettere che tuttora in molti non sanno nulla del mio blog, nonostante grazie ad esso io abbia preso parte a numerosi eventi ("blogtour").
    Ti chiederai perchè.
    Paura di essere giudicata? Forse.
    Ma soprattutto paura di non riuscire più ad essere me stessa sapendo che persone a me "vicine" possano leggere quel che scrivo, soprattutto quando parlo delle mie più intime riflessioni.
    Ci sto lavorando su.. con grandi progressi :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh... il fatto stesso che tu non abbia voluto nascondere la tua identità vuol dire che sotto sotto non ti opporresti al venire "scoperta" dalle persone a te vicine... è un buon lavoro su se stessi, hai proprio ragione!

      Elimina
  7. Ciao Valeria, un post interessantissimo, una delle migliori riflessioni sul mondo del blogging che io abbia mai letto.
    Come hai avuto modo di vedere... sono un blogger dichiarato, con tanto di amici non virtuali che sanno dell'esistenza del blog e talvolta ci commentano pure.
    E comunque... nonostante questo, io dico quel che mi pare XD
    Non mi sono mai frenato davanti a niente... non so, nemmeno riuscirei ad immaginarmi come utente "anonimo" o mascherato... Certo, per alcuni Moz è la maschera di Miki, so che si può pensarlo... però per fortuna ci sono i miei amici non virtuali che mi chiamano (anche) Moz... quindi significa che riesco ad essere sempre uguale sia nella vita virtuale che in quella reale^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Moz, sei una delle persone più genuine che abbia avuto modo di incontrare, nel mondo virtuale e in quello reale! :D

      Elimina
  8. Mmmm...io scrivo con un nick e non condivido i miei post su fb. Anche se non è che ho nulla da nascondere e che ricordi non ho mai parlato male di nessuno facendo nomi e cognomi e quindi vivo serena.
    Ho fatto questa scelta più che altro come una forma di tutela alla privacy perchè si sa che il web è affollato e pieno di insidie e forse non si pensa mai troppo a lungo che quello che viene diffuso in rete resterà lì nei secoli dei secoli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella che porti tu è una motivazione più che valida che ho omesso di inserire nel mio discorso, ma che effettivamente è molto importante: io stessa non inserisco il mio cognome e nemmeno nomi propri di persone di cui parlo proprio per evitare problemi del genere... (in effetti, spostando il discorso sul medio-cazzaro, lo faccio perché penso sempre che un possibile datore di lavoro capiti qui e pensi 'assumere questa qui? ma anche no!' :P)

      Elimina
  9. Il mio blog è sotto pseudonimo e l'ho scelto consapevolmente. Se ci fosse stato il mio nome e cognome, probabilmente, non avrei scritto molte cose.
    Che sono io lo sanno solo alcune amiche e sono certa che qualcuno che è passato di lì per caso ha capito che sono io perché non celo tanto i fatti e neanche mi nascono, semplicemente non mi firmo e non condivido su facebook.
    Credo sia una forma di libertà, un modo per pensare di poter scrivere qualsiasi cosa senza dover pensare a chi ti leggerà e se ti leggerà.

    RispondiElimina
  10. E' vero, è una forma di libertà senza dubbio... ma infatti mi sto imponendo di averla anche io, *nonostante* fra i miei lettori ci sia molta gente che mi conosce :P
    Però vedi, mi dai conferma che quello che penso riguardo la scelta dell'anonimato è vicino al vero!

    RispondiElimina
  11. personalmente non ho problemi a svelare parti di me "realmente accadute"...
    tuttavia non dico a troppe persone che frequento che ho un blog...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e il punto è proprio questo: perché non lo dici? ;)

      Elimina
  12. Sono al mio secondo blog: il primo durato tre anni, sempre in modalità "anonima", chiuso perché ... è entrata una persona (forse quasi non so, devo ancora deciderlo) nella mia vita.
    ma senza blog non so stare, sempre "anonima": eppure ho persone conosciute tramite blog, che considero buone amicizie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. beh.. per avere una buona amicizia non serve davvero sapere il tuo nome o quando e dove sei nato... anzi! E' molto più probabile che succeda così, condividendo solo parole e pensieri relmente sentiti e non influenzati da circostanze e abitudini sociali... tutto questo per dire che capisco la tua 'dipendenza' da blog, e anche che sono ben felice che passi da queste mie parti! ;)
      ps: vorrei sbirciarlo, questo tuo blog... ma come ci arrivo?? :P

      Elimina
  13. Ah : Matalla non si nasconde di certo ! (anche se scrive di rado...ma chissà..in futuro !)
    http://time-means-nothing.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Evviva! Il Matalla blogger è una gran bella sorpresa!! ;))

      Elimina