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lunedì 22 maggio 2017

Inception - Mum edition

Quattro e quaranta del mattino, addormenti il pargolo al termine del solito tour tetta-fasciatoio-tetta-sorrisino notturno.
Ti addormenti pesantemente.
Sogni il tuo pargolo che, di notte, è sveglio e devi addormentarlo. Lo addormenti, ma lui si risveglia poco dopo perché vuole essere cambiato.
Ti risvegli e, realmente, il tuo pargolo è sveglio e vuole essere cambiato.

mercoledì 8 luglio 2015

Cose belle #9

Una vaschetta di gelato artigianale pistacchio e stracciatella con due cucchiaini, il tentativo di ignorare l'afa delle undici di sera e lo zapping sulle emittenti locali piemontesi che ti regala a sorpresa il concerto di Gianni Drudi.


domenica 17 maggio 2015

Buona idea, Cattiva idea #12


Buona idea: memore dell'esperienza dell'anno passato, partecipare alla Mangialonga di Albugnano ricordandosi di spalmare di crema protettiva viso e braccia

Cattiva idea: memore dell'esperienza dell'anno passato, spalmare saggiamente di crema protettiva viso e braccia e dimenticarsi di collo e spalle, rimediando pertanto un grazioso décolleté pannaefragola


martedì 21 aprile 2015

Un sabato qualunque


Svegliarsi e essere Snoopy.
Realizzare di colpo di avere sposato Charlie Brown.
Preparare la colazione per i cognati ospiti, Lucy e Schroeder.
Aprire la porta alla cugina Woodstock.
Aspettare che arrivino gli ultimi amici, Linus e Cinque.
E poi interloquire con Joker, stare in fila con Elsa e Jon Snow, salutare Luigi e Tod, sorridere educatamente a Crudelia De Mon, che passeggia a braccetto con Malefica e Capitan Uncino.
Recitare un romanzo che comincia così: "era una notte buia e tempestosa..."
Infine, conquistare gli onori della cronaca.
Insomma, un sabato qualunque!

venerdì 3 aprile 2015

Marzo pazzerello, esce il sole e prendi l'ombrello

A tentare di riordinare nella mente la vita passata dell'ultimo mese faccio una fatica boia.
Marzo m'è scivolato fra le dita con una velocità stratosferica, uno sguisccc di sapone sotto le tappine da doccia.

Mi giro e sono a Venezia, mi rigiro e devo fare la spesa per il pranzo di pasqua. 
Mh.

Marzo pazzerello, esce il sole e prendi l'ombrello, recita l'adagio infantile. Marzo sui sussidiari lo disegnano così: il sole velato da una nuvola, dalla quale cade a gocce spesse una pioggia trasversale. 
Mi pare un'immagine adatta.

Muovendomi a gran velocità, ho attraversato i giorni di questa fine d'inverno senza rendermi troppo conto del divenire, attenta al presente, tutt'al più alle cose da fare domani, poi domani si penserà al resto, e così via.

E la cosa buffa, la cosa a ben vedere assai marzolina di questo mio marzo, è il fatto che beh, in fin dei conti, qualcosa mi ha lasciato, questo terzo mese duemilaquindici, varie postille bizzarre, episodi estemporanei e cambi di manovra che sì, a pensarci prima, valeva la pena di scriverci sopra, ma niente, il vento mi ha trascinato ogni volta appena più in là, dove ormai diventava inutile e posticcio ridirne, vabbè, sarà per la prossima. Una novella Mary Poppins, direi, mi manca solo l'ombrello con la faccia da pappagallo petulante sul manico.

Indi per cui, estimatori degli amarcord e dei bullet points, vi faccio contenti dicendovi che nel corso di marzo ho:

RIP lavabo (novembre 2009-marzo 2015)
- rotto il lavandino del bagno: non il tubo, né alcuna parte idraulica, ma la vasca di ceramica. Come? Facendogli cadere dentro una boccetta di profumo che, a quanto pare, è fatta di diamante puro, visto che non si è nemmeno scalfita. Agevolo la testimonianza iconografica del fatto.

- cambiato corso di yoga: ho abbandonato la matta mistica catanese (bella la pronuncia etnea del sanscrito) a favore di un corso molto più serio e senza menate filobuddhiste, cosa che il mio animo ad altissima base illuminista ama visceralmente. Unico neo: con quello che costa, frampo' andavo a farlo direttamente in India. Vabbe'.

- parlato ad un serissimo e professionalissimo convegno, di un argomento serissimo e professionalissimo, senza andare in iperventilazione. Applausi, grazie.

- visitato, insieme al consorte, ventordicimilamilioni di case in vendita, ma su questo argomento spero, promitto e juro che ci farò un post quanto prima...

- partecipato al festival torinese del cibo di strada, che mi ha permesso di trangugiare indecorose quantità di roba fritta e unta e goduriosa. Peccato ci sia costato come una cena di pesce. Vabbe' bis.

- cominciato una nuova dipendenza telefilmica: Once upon a time. Graziosa, invero, primaverile al punto giusto e con un buon tasso di deriva dipendente.

- quasi finito Death Note e Breaking Bad: mancano tre puntate dell'uno e dell'altro. Dell'uno, in parallelo, l'ultimo volume del manga. Occidente vs Oriente 1-0. E approfondirò anche questo...

- comprato l'ennesimo libro di Saramago, incurante dei venti volumi in attesa di lettura fermi ai box da un pezzo.

- rotto e quasi perso l'unghia dell'alluce destro. C'è da dire che è stata l'occasione per vincere la fobia del medico di famiglia ancora sconosciuto. Confido fortemente che tornerà allo stato normale prima dell'avvento dei sandali.

- in ultimo, cominciato a fare fitness very strong in casa: completamente aggratis, youtube-ti-amo, zero tempi morti. Lo so che fa molto videocassette anni ottanta, ma al momento mi sembra il compromesso giusto fra leggerezza e gusto. E poi avere la doccia a due metri dal tappetino e il pigiama a due metri dalla doccia non si batte proprio!

Mi sembra tutto. Gli ultimi giorni sono stati molto, molto movimentati e il giro di boa di aprile mi sta sembrando alquanto catartico.
Prevedo cumulonembi alternati a soli splendenti e raffiche di vento e - forse - temporali. Ma sono pronta, sono carica, e per l'occasione riscomodo perfino il sussidiario elementare...

Quando piove non mi cruccio, vado a spasso col capuccio!

Mai rinunciare a una rima baciata... ;)

domenica 15 febbraio 2015

Cose belle #7

La dirimpettaia di scrivania che ti fa scoprire che Bergonzoni fa uno spettacolo a 15 euro a 5 Km di casa tua, il fatto di andarci insieme con consorti al seguito e altri due amici neofiti, scongiurando d'un subito la malefica combo aureolata sanvalentino-sanremo.




martedì 13 gennaio 2015

Stream of Consciousness

Difficile a dire consciousness consciousnss conciou cons maledetto treno che barcolla e mi fa sbagliare i tasti maledetta base d'appoggio instabile benedetto il mio ultrabook supersottile e superleggero (ma che bel giocattolino che mi sono regalata) l'ho comprato per poter andare e venire andare e venire e avere l'agio la tranquillità il tempo e la voglia di saltabeccare nell'internet oh gaudio oh divertimento oh povere pupille mie già così stanche ché son le seiemmezza di sera e ancora non rinunci a ticcheggiare e touchscreenare manco mentre torni a casa - casa casa casa un plaid un divano l'ennesimo episodio di grey's anathomy (a tutti gli effetti è diventato una droga) e più ci penso più mi dico è un anno oggi è un anno il 13 gennaio un anno fa cominciava la mia vita pendolare torino milano torino milano torino milano andare e venire per lavorare mi piace il mio lavoro mi piace molto mi dà soddisfazione e stanchezza e insofferenza alle volte e stress ma più di tutto soddisfazione torino milano torino milano mi piace anche lavorare a casa in pantofole mi piace preparare il pranzo e mangiarlo subito senza scaldarlo al microonde mi piace guardare dalla finestra e vedere la luce di Torino mi piacciono i miei ciclamini resistenti e persistenti mi piace la calma e mi piace skype e le videochiamate con la mia collega in inghilterra quella giovane e brava e preparata davvero ha la mia età e un figlio di due anni come diavolo fa io non lo so non lo so questo natale è stato strano questo natale tutti lì a guardarci e dirci eh beh e quando vi date una mossa e che aspettate eh aspettiamo caro lei aspettiamo certo che aspettiamo non se ne parla levatevelo dalla testa tutti e tutti più uno per carità percaritàdiddio ho ripreso la routine sì ho ripreso il corso di yoga il corso di striding il corso in piscina ho ripreso a fare la spesa con tante verdure ho ripreso a preparare il caffè la sera per la mattina e vado in bici vado tanto in bici domenica per dire abbiamo fatto 22 km fino a Stupinigi e ritorno bellissimo una giornata da dio peccato il vento alla fine che fra un po' ci si porta via che poi il vento a torino quando mai manco fossimo a catanzaro forse è stato per darmi un accenno di nostalgia forse chissà forse chissà i miei genitori hanno fatto i biglietti per venire da noi a marzo tre giorni mi ritrovo a consultare il calendario e avere i dettagli fino a giugno o quasi come è possibile come a febbraio roma e venezia a marzo i miei ad aprile pasqua con mio fratello (forse) poi il torino comics che quest'anno si cosplayzza alla grande ma prima (forse) scendo di nuovo a catanzaro magari un weekend e poi ancora salamanca e forse barcellona e poi la puglia a giugno ma a maggio c'è la fiera del libro che fai te ne scordi ed ecco è un attimo che devi programmare le vacanze estive una pazzia insomma una pazzia mi va di stare ferma mi va di vivere casa mia casa mia per piccina che tu sia non vai quasi più bene dobbiamo cercarne una nuova che per caso qualcuno di voi vende casa in zona porta susa massimo massimo zona tribunale? qua le chiacchiere stanno a zero tocca cominciare a cercare immobiliare.it come pagina iniziale e via ecco non so se ne saremo capaci non lo so e un po' ho paura un po' mi sembra una cosa più grande di noi ma non sia mai che ce ne stiamo troppo tempo con le mani in mano non sia mai che ci annoiamo quei due giorni e due notti no no non fa per noi e allora di che ti lamenti ma no di niente è che era un po' che non scrivevo e dovevo aggiornare tutti ma tutti chi tutti quelli che passano che sia uno che siano cento poco importa ora va meglio ora sì posso tornare al dondolio al barcollamento frecciarosso dovrei essere arrivata e non lo sono sarà in ritardo eh sì sarà in ritardo 'tacci sua magari rileggo sto sproloquio magari sì dai così correggo gli errori di battitura e mi rilasso e poi collasso e metto un punto punto.

sabato 25 ottobre 2014

La bizzarria del sabato mattina

Che entri alle 9 e mezza col tuo consorte nel negozio dove avete fatto la lista nozze per avere l'elenco definitivo dei regali e, a parte i commessi ancora insonnoliti, ci trovi Baricco col figlio, intenti a scegliere un'oliera.


lunedì 29 settembre 2014

A cose fatte

C'è stato il sole.
Un sole che neanche a luglio, neanche nelle cartoline, figurati poi a fine settembre, a Torino.
Ho aperto gli occhi alle sei e mezza (la sveglia sarebbe stata mezzora più tardi), ho aperto la finestra e ho fotografato l'alba.

Tranquilla.
Con un'aura di beatitudine, di allegrezza sulla faccia, negli occhi.
Gente che bussa alla mia stanza, che mi saluta e sorride, gente che mi abbraccia, mi stringe emozionata.

Mi sono impigliata nel vestito da sposa.
Le braccia alte, l'acconciatura già fatta, il vestito bloccato per una cerniera che avevo lasciato tirata su.
Leggero smadonnamento.
Vabbè, passa.

Mi metto il velo.
Eh beh. Sono vestita da sposa. Sono una sposa. Guarda là.
E se mi viene da ridere?
Meglio.
Sì, meglio.

Quando scendo - non senza difficoltà - dall'auto e ti vedo, ti dico ciao, e la banda balcanica comincia a suonare io so che è tutto perfetto, tutto come me l'ero immaginato, mio padre mi guarda mentre avanziamo a braccetto ballicchiando a ritmo e mi dice è bellissimo.
Lo è, è bellissimo.

Ci teniamo per mano, mentre le parole scorrono, parole che hanno il potere di cambiare lo stato delle cose. Che bizzarra magia, questa.

Mi emoziona, questa cornice, ma tutti, tutti, sorridono, perché una cosa così non l'hanno vista mai.
Così allegra, bislacca, fuori dagli schemi, ironica. Così simile a noi.
Che cacchio se siamo belli, oggi.

Ho ballato - resistendo sul tacco tredici - come se fossi a un concerto in un centro sociale, ho fatto ballare grandi e piccoli, incrociando sguardi arresi: se te lo chiede la sposa non puoi dire di no. Figata.

Ho mangiato. Incredibile. Su qualcosa ho pure fatto il bis. Alla faccia di chi dice che gli sposi non mangiano mai al proprio matrimonio.
Ho bevuto, brindato con tutti i colori del vino, e tutte le gradazioni. Nel mio bicchiere e in quello di altri. Fino alla notte, fino a quando non abbiamo salutato tutti, ancora abbracci, ancora sorrisi.

Ho avvolto lo strascico intorno al corpo come un bozzolo per riuscire ad entrare nella tua auto, siamo tornati a casa nostra, che buffo fare le scale e salire in ascensore conciati così, ma tanto è notte, non ci vede nessuno.

Al letto mia madre e tua madre hanno messo le lenzuola che mia nonna mi ha regalato quando ero ancora una bambina, apposta per questa sera.
Mi sa che l'aveva immaginata tutta diversa, all'epoca. Vabbè.

A cose fatte, le cose nuove.
Come mi chiami e come ti chiamo,
i fiori dappertutto per casa
e quel bagliore di oro giallo che lasciamo muovendo le mani.


lunedì 15 settembre 2014

Cose da fare improrogabilmente a due settimane dalle nozze

Intraprendere una nuova, viva e vibrante dipendenza da serie televisiva.
[Confessare che la suddetta serie è Grey's Anatomy. Vergognarsi un po'.]

Andare al vivaio a comprare piante aromatiche, con la consapevolezza che per la prima metà di ottobre dovranno fare appello a tutto il loro istinto di sopravvivenza, visto che noi saremo dall'altra parte del mondo.

Insegnare a due amici ad andare in bicicletta, dopo averli convinti ambedue a comprare una bici usata a scatola chiusa.

Aggiungere scadenze lavorative a scadenze lavorative, l'ultima delle quali si stanzia bel bella a meno di 72 ore dal Grande Evento.

Ignorare cautamente - ma anche spavaldamente - che a giorni genitori e suoceri dimoreranno nello stesso sabaudo territorio.

NON incoraggiare la tentazione del refresh su ilmeteo.it

Passare molto tempo a leggere i blog altrui.


Come dite? 12 giorni?
Pfui! che sarà mai!

O_o


mercoledì 10 settembre 2014

Incubi prematrimoniali #3

La metà degli invitati non può venire poiché ha contratto il virus dell'ebola.
Alè.

[Combo: anche mia cognata ha cominciato a fare incubi sul mio matrimonio, per dire, stanotte ci sposavamo nel bagno di mia suocera... O_o]




sabato 6 settembre 2014

Lettera al pomodoro

Mio diletto,
come stai? Da tanto non ci vediamo, né sentiamo e il mio animo è straziato.
Mi manchi.
Lo so, è infantile, sdolcinato e perfino patetico dirlo, ma che posso fare: è così.
Immagino il tuo sapore croccante e acidulo spargersi sul mio palato, ti immagino lottare nell'impari lotta con la mozzarella (ti ricordi quella volta, a Capri?), ti vedo ancora cotto (innamorato!) scivolare giù per gli spaghetti, aggrappandoti solo ad una foglia di basilico.
E' troppo. Non ce la faccio.

Mi guardo intorno e sei dappertutto.
Nel panino al bar, nella conserva di mammà, nel ketchup - dio! nel ketchup!

E' un periodo difficile, sai? Sono debole, fragile.
Questo esilio mi costa tanta, troppa fatica.

Subisco gli attacchi incrociati di chi credevo mi volesse bene, almeno quanto gliene voglio io.
La melanzana, per dire, quella stronza.
L'ho vista pavoneggiarsi tronfia a mo' di caponatina mentre ero in vacanza a Palermo. Sfacciata.
E, alla faccia mia e della mia scarsa melanina, si è portata pure dietro a Torino i segni della grigliata. E la menta. E l'aceto balsamico.
Ma io niente, te lo giuro: impassibile. Una statua di sale.
Non si merita le mie attenzioni, se è tanto insensibile ai miei problemi.

Quell'altro poi, il peperone. Manco a dirlo, non mi degna neanche di un saluto. Come ogni anno si è rintanato a Carmagnola alla sagra in suo onore e niente: non mi ha neanche invitato. Ma forse è meglio così. Sì, forse i miei deboli nervi allora non avrebbero retto e sarei capitolata.

Una cosa invece, te la devo confessare, mio dolce, dolcissimo tesoro.
Alla fine l'ho fatto.
Sì, non mi rimproverare, te ne prego.
Ci hanno provato, il kamut e il farro, a tenermi lontana. La segale si è messa in mezzo di prepotenza.
Il riso, invece, si è messo a ridere. Lui lo sapeva che non ce l'avrei fatta.
Prima ha fatto lo stalker. Si è appostato sotto casa mia, con quella sua mollica invitante e quella crosta saporita; e ancora in spiaggia, travestito da tarallino alle olive. Poi è uscito allo scoperto, mi ha aggredita e non ho resistito al suo fascino. Ha sfoderato la sua arma segreta ed è arrivato così, con la sua veste migliore: morbida, lucida, dolce brioche. Ed ecco, l'ho fatto. L'ho fatto e l'ho rifatto, con la granita, col gelato, e ancora, e ancora, fino a sentirmi male.
No, non giudicarmi.
Ho provato a dimenticarlo uscendo di nascosto con due patatine, ma è stato peggio.
In fondo è colpa mia, è solo colpa mia: sapevo che anche loro mi avrebbero solo fatto stare male.

Tu sei il solo che può capirmi. Il tuo cuore (di bue) è gentile e la nostra relazione non teme le distanze.
So che mi aspetterai, come io sto aspettando te.
Sei maturo al punto giusto.
Io tornerò, tornerò presto.
E allora
sarà Passata.

Sempre tua
V.

[NdB: per un rapido aggiornamento, vedi qui al punto nove]


sabato 26 luglio 2014

Buona idea, Cattiva idea #9


Buona idea: il venerdì, dopo il lavoro, trattenersi a Milano per un aperitivo piuttosto alcolico e godersi la sensazione alticcia dovuta a quattro prosecchi e un margarita.

Cattiva idea: il venerdì, dopo il lavoro, trattenersi a Milano per l'aperitivo organizzato dal capo, che si rivela molto alcolico, ed essere inopportunamente alticci a causa di quattro prosecchi e un margarita.

[Pessima idea: il capo è molto, molto più alticcio di voi.]



domenica 13 luglio 2014

Cose belle #4

Sapere che il Circolo dei Lettori di Torino ha organizzato un picnic a tema Alice in Wonderland e scoprire di avere in casa tutto l'occorrente per andarci vestita da Stregatto.



martedì 1 luglio 2014

mercoledì 18 giugno 2014

martedì 10 giugno 2014

Simone si sposa

Ho conosciuto Simone il primo anno di università. 
Correvo da un'aula all'altra, preda della voglia di conoscere argomenti che mi apparivano bellissimi e persone che potessi, finalmente, scegliere io, non imposte dalla mia città, dalla mia scuola, dal mio nome.
Era - mi sembra - il corso di Glottologia e, come succede, ci siamo trovati. Visti e piaciuti.
Avevamo intorno uno straordinario puzzle di altre persone bislacche e capate una a una nel nugolo degli iscritti a lettere, ma fèrmati, Simone era diverso.
Con Simone è diventata una simbiosi.
E no, non una di quelle che si trasformano in una tresca: io già ero innamoratissima del consorte (che dimorava quegli 800 km più a sud) e lui, beh lui zigzagava qui e lì.
Io e Simone eravamo fratello e sorella, lui che era figlio unico e io che un fratello ce l'avevo, ma troppo più grande di me, e ancora troppo diverso e distante.
Prepariamo il piano di studi.
Studiamo per l'esame.
Facciamo il the.
Vieni a casa mia, apri la finestra per fumare, disturba le mie coinquiline.
Cantiamo a duetto le canzoni di Guccini, andiamo al mare a Ostia dopo l'ultimo esame di luglio.

Ci sei quando tentenno, ci sono quando urti contro gli spigoli del tuo carattere.

Per cinque anni, Simone è stata la persona con cui ho trascorso più tempo in assoluto.
Eravamo bravissimi, senza storie.

E poi succede come succede. Che le strade si biforcano e i percorsi si scelgono, divergenti, differenti.

Altre città, altre cose da fare, sogni da inseguire.

Ho salutato Simone che è ormai cinque anni fa, non l'ho più visto.

E così, come succede, succede anche di vivere sorprese e di aprire la porta a sorrisi inaspettati.
Come quando Simone ha lasciato un commento qui, sul mio blog.
Come quando, una briciola ogni tanto, una parola o due, sapere che c'è, sempre uguale, e sempre uguale io, e sotto sotto, noi.

Sai cosa? C'è che mi sposo, a settembre.
Sai cosa? Mi sposo anch'io, a giugno.

Dai.
Vieni? 
Sì.

T'ho rivisto, Simone, felice, stremato, innamorato, ambientato in un luogo che è diventato casa tua, anche se non è Roma, e certo: nessun posto è Roma. T'ho rivisto e non abbiamo avuto il tempo di riconoscerci, se non al volo, col non detto, con la promessa che poi.

Chi lo sa.

Ma sì. Certo che sì.
In altri modi, con altri tempi, e parole, e scenografie non condivise, magari.
Ma so che sei lì, ancora tu, ancora facile da riconoscere,
amico mio.


venerdì 23 maggio 2014

Quattro mesi, quattro giorni

E poi.

E poi...

E poi - Annunciazione, Annunciazione - squillino le trombe, rullino i tamburi, cantino i galli e scoppino i fuochi d'artificio,

poi, carissimi tutti, CI SPOSIAMO!



:)



lunedì 19 maggio 2014

Buona idea, Cattiva idea #8



Buona idea: Partecipare alla Mangialonga di Albugnano e godersi una soleggiata domenica di maggio all'aria aperta.

Cattiva idea: Partecipare alla Mangialonga di Albugnano e, grazie alla soleggiata domenica di maggio, riportare come souvenir un'invidiabile abbronzatura da muratore.