Evvabbè, alla fine ce l'ho fatta a resuscitare dalle tenebre anti-informatiche e perfino a rimettere piede in questo umillimo blog. Al grido di "primo maggio su coraggio", questo mese è stato (e sta essendo) il più faticoso che io ricordi, almeno da ottobre scorso: la diecigiorni appena trascorsa ha infatti annoverato al suo interno, nell'ordine, fiera del libro, settimana a Montepulciano e weekend in patria.
Diciamo della Fiera: esperienza folgorante, bella bella e anche di più. Faticosa da morire (13 ore al giorno nello stand, con il jingle dei monitor feltrinelli a ripetizione e i neon negli occhi), ma divertente assai. La compagnia dei rubbettini boys (and girl) è stata memorabilmete bislacca, dentro e fuori il Lingotto, con perle di purissima follia (tipo il poeta delle due del mattino, per dirne una). E poi, stare dietro al bancone della cassa mi ha permesso di osservare da una posizione privilegiata la vasta umanità che si trascina fra i corridoi moquettati della fiera, che riassumerei in almeno 4 figure:
- il collezionista di segnalibri: entra nello stand, non guarda i libri e mira diretto alla pila di segnalibri omaggio sul bancone. Se ti va bene, alza lo sguardo e si giustifica dicendo "faccio la collezione...";
- il lettore a scrocco: arriva e si dirige, sinceramente interessato, a uno o due libri fra quelli esposti; li apre, li sfoglia, comincia a leggere una, due pagine... poi tre e quattro, e circa metà libro, trattenendosi in piedi in equilibrio precario per una buona mezzora. Poi soddisfatto, posa il libro, non lo compra e se ne va;
- il sinceramente curioso: entra col sorriso che dice "uuuh guarda... una casa editrice del sud! che bella cosa, finalmente un pò di cultura anche in quelle aree così disagiate!", con la stessa paresi mandibolare si attarda nello spazio espositivo, piega la testa per leggere i titoli sui dorsi, magari ne sceglie uno e - miracolo! - lo compra, Ti saluta dicendo "Tanti tanti complimenti, davvero delle belle pubblicazioni, non ne avevo idea!".
- l'ambasciatore con gli appunti: di solito residente a Torino, è incaricato da terzi di acquistare libri per loro conto, motivo per cui gira frastornato nella fiera con un taccuino recante titoli e titoli da comprare. Entra nello stand e esordisce: "voi avete pubblicato "xxxx", c'è?". Se il libro c'è la vendita è assicurata, altrimenti il nostro avrà perso ogni stima della detta casa editrice.
E insomma, qualche librino l'ho acquistato anch'io, e magari riesco pure a ritagliarmmi il tempo per leggerlo.
La domenica ho abbandonato i miei compagni di viaggio fieristici pr imbarcarmi, saino in spalla e trolley al seguito, verso il ridente borgo di Montepulciano: un paese a pendenza costante del 70% circa. Anche qui, una sintesi non darebbe giustizia all'esperienza, dirò solo che per quanto le difficoltà siano state moltissime (diluvio, temperature polari, raffreddori inclementi etc etc), lo stare insieme tutti in una casa è stato divertente, il vino è buonissimo e i profs si sono dimostrati molto all'altezza.
Conclusione della narratio: il 60esimo compleanno di papà. Strafogata di pesce ottimo e divertita dalle solite creazioni rimate e non, nate per l'occasione, lo stare in famiglia mi si è presentato piacevole e ritemprante, come sempre più spesso succede.
Tornata a Torino da meno di 48 ore, cerco di abituarmi all'idea dell'afa che già si fa sentire e trovo nella routine la sicurezza delle mie azioni.
Il mese ta finendo, è già finito, è quasi estate.
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile.
martedì 25 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
In Chilla mani al Ruggito del Coniglio
La rivendicazione calabra: Mondiali, Olimpiadi e chi più ne ha più ne metta!
(Grazie a EleRest per la segnalazione...)
(Grazie a EleRest per la segnalazione...)
giovedì 22 aprile 2010
L'insostenibile leggerezza dell'essere
«Nel regno del Kitsch impera la dittatura del cuore.
I sentimenti suscitati dal Kitsch dvono essere, ovviamente, tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone. Per questo il Kitsch non può dipendere da un asituazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nela memoria: la figlia ingrata, il padre abbandonato, i bambini che corrono sul prato, la patria tradita, il ricordo del primo amore.
Il Kitsch fa spuntare, una dietro l'altra, due lacrime di commozione. La prima lacrima dice: Come sono belli i bambini che corrono sul prato!
La seconda lacrima dice: Com'è bello essere commossi insieme a tutta l'umanità alla vista dei bambini che corrono sul prato!
È soltanto la seconda lacrima a fare del Kitsch il Kitsch. La fratellanza di tutti gli uomini della terra sarà possibile solo sulla base del Kitsch.
Nessuno lo sa meglio dei politici. Quando c'è in giro una macchina fotografica, si precipitano subito verso il bambino più vicino per sollevarlo in aria e baciarlo sulla guancia. Il Kitsch è l'ideale estetico di tutti gli uomini politici, di tutti i partiti e i movimenti politici».
Milan Kundera.
I sentimenti suscitati dal Kitsch dvono essere, ovviamente, tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone. Per questo il Kitsch non può dipendere da un asituazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nela memoria: la figlia ingrata, il padre abbandonato, i bambini che corrono sul prato, la patria tradita, il ricordo del primo amore.
Il Kitsch fa spuntare, una dietro l'altra, due lacrime di commozione. La prima lacrima dice: Come sono belli i bambini che corrono sul prato!
La seconda lacrima dice: Com'è bello essere commossi insieme a tutta l'umanità alla vista dei bambini che corrono sul prato!
È soltanto la seconda lacrima a fare del Kitsch il Kitsch. La fratellanza di tutti gli uomini della terra sarà possibile solo sulla base del Kitsch.
Nessuno lo sa meglio dei politici. Quando c'è in giro una macchina fotografica, si precipitano subito verso il bambino più vicino per sollevarlo in aria e baciarlo sulla guancia. Il Kitsch è l'ideale estetico di tutti gli uomini politici, di tutti i partiti e i movimenti politici».
Milan Kundera.
mercoledì 21 aprile 2010
Gente da 15/l'eccentrica che sferruzza
22° centigradi il 20 aprile sono anomali, a Torino anche di più. La protagonista suda copiosamente nella sua tuta di cotone felpato, visibilmente vecchiotta e usurata, e passa il tempo, di fermata in fermata, sferruzzando amabilmente quello che sembra un cappellino per bambole, bianco e nero, di lana grossa. Il gomitolo scompare in una busta di plastica furbamente agganciata allo schienale del sedile davanti, senza che il seduto si infastidisca. Io sto in piedi di fianco alla protagonista, con una mano mi reggo a fatica (il mezzo è di quelli vecchio modello), con l'altra, sempre a fatica, reggo il libro. Lei, senza smettere di sferruzzare, attacca bottone:
Lei: Ma secondo lei questa nuvola se ne è andata? [Riferendosi alla nube di cenere islandese]
Io: Mah... sembra di sì, per fortuna... stamattina hanno riaperto gli aeroporti..
Lei: Ma ce n'è un'altra !
Io: Ah sì?
Lei: Ma secondo lei venerdì volano gli aerei?
Io: Non saprei... stanno decidendo giorno per giorno...
Lei: Ma secondo lei volano?
Io: ...
Lei: Perché io devo partire.... Otto giorni alle Maurizio [!!]
Io: Ah... Beata lei!
Lei: Eh sì... Ma se non volano... Ma secondo lei volano?
Io: Ehm... non lo so...
Nel mentre si libera un posto, me lo accaparro, svicolando dalla conversazione. Pochi minuti dopo, la protagonista riprende il discorso interrotto con un altro utente Gtt:
Lei: Ma secondo lei questa nuvola?
Lui [che aveva assistito alla conversazione con me]: Signora, non lo so! Abbia pazienza!
E scende.
Lei: Ma secondo lei questa nuvola se ne è andata? [Riferendosi alla nube di cenere islandese]
Io: Mah... sembra di sì, per fortuna... stamattina hanno riaperto gli aeroporti..
Lei: Ma ce n'è un'altra !
Io: Ah sì?
Lei: Ma secondo lei venerdì volano gli aerei?
Io: Non saprei... stanno decidendo giorno per giorno...
Lei: Ma secondo lei volano?
Io: ...
Lei: Perché io devo partire.... Otto giorni alle Maurizio [!!]
Io: Ah... Beata lei!
Lei: Eh sì... Ma se non volano... Ma secondo lei volano?
Io: Ehm... non lo so...
Nel mentre si libera un posto, me lo accaparro, svicolando dalla conversazione. Pochi minuti dopo, la protagonista riprende il discorso interrotto con un altro utente Gtt:
Lei: Ma secondo lei questa nuvola?
Lui [che aveva assistito alla conversazione con me]: Signora, non lo so! Abbia pazienza!
E scende.
sabato 17 aprile 2010
Addio Arezzo, sorgente dalle acque
E vabbè, alla fine la prima metà del master è finita, e con essa anche le mie trasferte mensili ad Arezzo, che verranno sostituite nei prossimi tre mesi con la nuova location Montepulciana e chissà quali nuove mirabolanti aventure ci attendono (urca)...
In effetti un tantino mi dispiace, avevo cominciato ad affezionarmi al tizio scorbutico del bed and breakfast (quando la sua diplomazia era al top si produceva in frasi tipo: "ma che cazzo sto facendo, signora lei mi fa rincoglionire!") e al cuoco della mensa dei ferrovieri... In ogni caso, al top dei miei rimpianti dell'ultima settimana c'è di certo il non essere riuscita ad accertare se il tizio cliente del b&b che somigliava tanto a La Dava (cantante dei Vallanzaska [N. d. R.]) era davvero lui, visto che a parte un'unica volta a colazione, non l'ho più rivisto, arcisob, e hai voglia a far suonare il mio cell con Reggaemilia, non c'è stato verso...
Per il resto la settimana è stata abbastanza piacevole, molto stancante e direi soddisfacente: tenere in mano il Lucrezio di Aldo Manuzio datato 1515 mi ha dato qualche brividino, lo confesso.
Outing ulteriore: sto scrivendo per occupare un pò di tempo, in attesa di sapere se il consorte viaggiatore, alla stregua dei piccioni, ce la farà a raggiungere il nostro amato nido torinese, superando l'ostacolo nube di cenere vulcanica islandese (della serie: torno a casa venerdì così passiamo il weekend insieme)... speriamo bene va'...
Ah, e mi sono accorta di aver appena centrifuato la sua penna usb. Hn!
Concludo con una perla aretina, a simbolo di tutto ciò che di bislacco, culturalmente profondo e indimenticabile ho vissuto in questa ridente (e un pò agonizzante) cittade: i pizzaioli cinesi, ovvero "come mangiare con 3 euro e uscire soddisfatti di gusto e simpatia"

N. B.: una mia foto, insieme ad Anna e Stefania, campeggia sulla parete della pizzeria al taglio suddetta...
Valeria tour operator.
In effetti un tantino mi dispiace, avevo cominciato ad affezionarmi al tizio scorbutico del bed and breakfast (quando la sua diplomazia era al top si produceva in frasi tipo: "ma che cazzo sto facendo, signora lei mi fa rincoglionire!") e al cuoco della mensa dei ferrovieri... In ogni caso, al top dei miei rimpianti dell'ultima settimana c'è di certo il non essere riuscita ad accertare se il tizio cliente del b&b che somigliava tanto a La Dava (cantante dei Vallanzaska [N. d. R.]) era davvero lui, visto che a parte un'unica volta a colazione, non l'ho più rivisto, arcisob, e hai voglia a far suonare il mio cell con Reggaemilia, non c'è stato verso...
Per il resto la settimana è stata abbastanza piacevole, molto stancante e direi soddisfacente: tenere in mano il Lucrezio di Aldo Manuzio datato 1515 mi ha dato qualche brividino, lo confesso.
Outing ulteriore: sto scrivendo per occupare un pò di tempo, in attesa di sapere se il consorte viaggiatore, alla stregua dei piccioni, ce la farà a raggiungere il nostro amato nido torinese, superando l'ostacolo nube di cenere vulcanica islandese (della serie: torno a casa venerdì così passiamo il weekend insieme)... speriamo bene va'...
Ah, e mi sono accorta di aver appena centrifuato la sua penna usb. Hn!
Concludo con una perla aretina, a simbolo di tutto ciò che di bislacco, culturalmente profondo e indimenticabile ho vissuto in questa ridente (e un pò agonizzante) cittade: i pizzaioli cinesi, ovvero "come mangiare con 3 euro e uscire soddisfatti di gusto e simpatia"
N. B.: una mia foto, insieme ad Anna e Stefania, campeggia sulla parete della pizzeria al taglio suddetta...
Valeria tour operator.
martedì 13 aprile 2010
Master(piece)
Della serie braccia rubate all'agricoltura e confluite nel nugolo degli iscritti a lettere:
"Ma tipografo con quante p si scrive?"
O_o...
"Ma tipografo con quante p si scrive?"
O_o...
giovedì 8 aprile 2010
Non aprite quella porta...
E dopo quattro mesi e mezzo, durante i quali l'unico modo per non venire derubati e/o condividere l'intimità col resto del pianerottolo è stato chiudersi dentro a doppia mandata, senza giovarsi dell'uso di una maniglia e soffrendo spifferi, antiesteticità e scarsissima sicurezza, finalmente è giunta la nuova e ipertrendy porta blindata!
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